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I vantaggi e gli svantaggi delle applicazioni contapassi

Smartwatch: chi non ne ha uno o ha pensato di comprarlo?
Io appartengo alla seconda categoria, quella di chi ha accarezzato l’idea senza mai concretizzarla. Forse, è anche dipeso dal fatto che mio fratello, di contro, si colloca nella prima, sicché, avendone quasi sempre uno sott’occhio, ho potuto valutare con calma e non lasciarmi trascinare dalla frenesia.
Poi, l’innovazione: le applicazioni contapassi direttamente sul cellulare.

Perché spendere dei soldi nell’acquisto di un ennesimo prodotto tecnologico, quando è possibile ottenere lo stesso risultato con un clic?

E, in alcuni casi, non è neppure necessario lo sforzo, dato che moltissimi smartphone hanno l’app già prevista tra quelle di base. Stando così le cose, non si potrebbe fare altro che approfittarne.

Il mito dei 10.000 passi

mezzobusto inferiore di ragazza che corre
Foto di Arek Adeoye su Unsplash

Se mai siamo stati vicini a scoprire l’elisir di lunga vita, è stato il momento in cui il mito dei 10.000 passi ha fatto la sua comparsa. Valorizzando i benefici della camminata pura e semplice – per anni bistrattata nel confronto con la più dinamica corsa –, improvvisamente si è riusciti a dare una misura a un obiettivo.

E si è reso l’obiettivo raggiungibile per chiunque.

Il consiglio sembra aver messo d’accordo i cardiologi di tutto il mondo. Compiere diecimila passi al giorno (per un totale di circa 2 ore) parrebbe ridurre non soltanto il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari, ma anche in grado di facilitare la naturale perdita di peso.

Ma perché nessuno l’ha scoperto e, soprattutto, ce l’ha comunicato prima?

La verità è che il mito dei 10.000 passi è soltanto un metodo alternativo per promuovere una realtà di cui siamo tutti a conoscenza da molto tempo: muoversi fa bene alla salute. In particolare, dedicare una parte del proprio tempo all’attività fisica ogni giorno apporta significativi miglioramenti alla vita di una persona, umore compreso.

Ciò che contraddistingue l’obiettivo dei diecimila passi dalle solite raccomandazioni è il modo in cui si è scelto di veicolare il messaggio, che tuttavia rimane identico. Si possono creare le condizioni per muoversi con una certa costanza anche senza dover spendere per forza soldi per un abbonamento in palestra. Anche senza essere costretti a sputare un polmone di fronte al video di una pseudo-modella che salta allegramente, mentre tu ti domandi se anche le torture della Santa Inquisizione fossero così crudeli.

Insomma, basta scuse e su le scarpette da passeggio.

I vantaggi delle applicazioni contapassi

gruppo che fa hiking
Foto di Henry Xu su Unsplash

Se le cose stanno così, è facile capire quali vantaggi si accompagnino all’uso delle applicazioni contapassi o dei c.d. smartwatch. Vediamoli meglio insieme!

  • Innanzitutto, ci permettono di essere autonomi. Non dobbiamo rivolgerci a un personal trainer, né a una palestra e nemmeno a una squadra che ci accolga per iniziare un nuovo sport. La nostra vita procede normalmente e il movimento si inserisce nella nostra routine senza troppi sconvolgimenti.
  • In secondo luogo, sono gratuite. Non dobbiamo spendere soldi per poterne usufruire se, quando, come e dove vogliamo. A meno che non si opti per uno smartwatch, ma anche lì il costo e decisamente contenuto rispetto a un abbonamento in palestra.
  • Infine, riescono a ricordarci di fare attività fisica in modo non troppo impegnativo e, soprattutto, dandoci un obiettivo da raggiungere. Questo ingenera automaticamente il meccanismo della sfida in noi, spingendoci a voler arrivare al traguardo prefissato.

È una bella rivoluzione, a ben pensarci. Rendere universalmente accessibile non tanto l’attività fisica ma proprio il concetto di movimento significa aiutare le persone a credere in sé stesse e nella propria forza di volontà. Significa anche evitare che si sentano escluse da un mondo – quello del fitness – che sembrerebbe destinato soltanto a chi ha un certo fisico e rispecchia determinati standard.

Così, si arriva a sostituire un atavico modo di pensare, che ghettizza alcune categorie di persone in base alla loro forma fisica o alla loro condizione economica. E si arriva a diffondere un concetto semplice ma potentissimo.

Il movimento è per tutti.

Gli svantaggi delle applicazioni contapassi

smartwatch
Foto di Andres Urena su Unsplash

Esiste, ovviamente, un risvolto della medaglia; un risvolto infelice. Plurimi studi, infatti, hanno attestato che le applicazioni contapassi sono spesso in grado di ingenerale comportamenti poco sani, al pari delle sorelle contacalorie.

La ragione è presto detta.

Le applicazioni contacalorie, infatti, indicano spesso sia il numero di passi compiuti, sia il numero di calorie bruciate durante la camminata. Questo porta la loro funzione ad agire su un duplice livello e a distogliere l’attenzione dal vero obiettivo; e, cioè, fare dell’attività fisica uno stile di vita.
Evidenziare l’aspetto calorico della vicenda rischia di focalizzare l’interesse della persona non sul movimento puro e semplice, bensì sul movimento in relazione alla quantità di calorie che permette di sprecare.

Anche in questo caso, come si può immaginare, il rischio “ossessione” è dietro l’angolo.

Un altro aspetto da considerare è che numerosi studi hanno altresì svelato come l’indice di accuratezza dei dispositivi contapassi sia decisamente più basso di quanto si pensi. Esiste, cioè, un margine di errore nel conteggio fatto dal pedometro che non lo rende uno strumento affidabile al 100%.

È bene, insomma, prestare la dovuta accortezza all’uso che se ne fa e valutare con anticipo se possa davvero essere la soluzione che fa per noi.

Trovare un compromesso è possibile

gambe che salgono scale
Foto di Bruno Nascimento su Unsplash

A differenza di quanto avviene con le applicazioni contacalorie, è possibile trovare un compromesso che consenta di fare un uso corretto delle applicazioni contapassi. In questo modo, si evita di mettere il pericolo la nostra salute mentale (e fisica) e di sviluppare un rapporto alterato con l’esercizio fisico.

La chiave, anche in questo caso, sta nella moderazione e nella consapevolezza.

Non è necessario raggiungere ogni giorno il traguardo dei fatidici diecimila passi, né spingersi sempre più in là per conquistare nuovi obiettivi. Se desideri farlo, ovviamente, dovresti provarci e sfruttare tutta l’energia e la determinazione che hai in corpo. E sono sicura che ne trarresti giovamento.

Allo stesso tempo, ci terrei a far passare un messaggio chiaro: l’importante è muoversi. Qualsiasi cosa va bene, purché ci si muova: una breve passeggiata, preferire le scale all’ascensore o, più banalmente, offrirsi di andare a gettare la spazzatura.

L’idea è imparare, giorno dopo giorno, a rendere l’attività fisica – qualunque essa sia – una parte della routine come può esserlo lavarsi i denti o cucinare.

In questa direzione, se pensi che un’applicazione contapassi possa fornirti lo stimolo giusto o farti da promemoria contro la pigrizia, si tratta di una soluzione ottima ed economica. Però, tieni bene a mente che i numeri – anche in questo caso – non devono diventare l’unico focus del movimento.

Fare attività fisica è molto di più di questo. Ha a che vedere con la cura di sé, con l’opportunità di prendersi del tempo per stare da soli e trovare una valvola che allenti lo stress e migliori il nostro umore.

Sapevi, invero, che svolgere attività fisica comporta dei benefici psicologici?

Movimento e salute mentale

ragazza in bicicletta con vestito a fiori
Foto di Blubel su Unsplash

Sull’argomento, nessuno ha niente da ridire: qualsiasi tipo di attività fisica ha la capacità di incidere positivamente sulla nostra mente, alleviando i sintomi dello stress e, talvolta, anche di alcuni disturbi mentali (ansia e depressione).

Secondo la corrente di pensiero prevalente, questo avverrebbe in ragione di fattori di tipo biologico. L’attività fisica favorisce il rilascio di endorfine, che incidono sul sistema nervoso centrale e periferico, migliorandone la risposta a fattori stressogeni. La persona, quindi, viene a trovarsi in uno stato di euforia che riduce la percezione del dolore e, più in generale, delle emozioni a spettro negativo.

Una seconda corrente di pensiero sostiene altresì che entrino in gioco fattori psico-sociali. In particolare, l’attività fisica incrementerebbe il senso di auto-efficacia:

Si ritiene infatti che l’aumento del proprio senso di efficacia in ambito sportivo, legato al raggiungimento degli obiettivi prefissati e al superamento delle difficoltà, possa di fatto incrementare la percezione di controllo dei sintomi in persone che soffrono di depressione (Craft, 2005; White, 2008).

ITC

Quale che siano le ragioni, l’evidenza è che il movimento fisico, anche se svolto per brevi parentesi di tempo, ha il potere di incidere sensibilmente sulla nostra psiche. E in modo positivo.

Per questo, il consiglio che do a te – ma anche a me, ché col COVID sono diventata una pigrona – è di non rinunciare alla possibilità di ritagliarti un momento di benessere, fisico ma anche mentale. E di viverlo come un’occasione di spensieratezza.

Impariamo a domare i numeri, anziché farci dominare da essi.

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